Il mio lavoro: organizzare il banchetto di nozze

Il mio lavoro: organizzare il banchetto di nozze

Il mio lavoro: organizzare il banchetto di nozze

Ma allora sei una wedding planner?  Mi è stato chiesto più volte e la risposta è molto semplice: no, non sono una wedding planner. Il mio ruolo non è organizzare matrimoni, ma organizzare il banchetto di nozze.

Sul mio biglietto da visita si legge: responsabile commerciale dell’area privata di Max & Kitchen catering di Milano ma, visto che non amo le formalità, mi piace dire che sono semplicemente Federica e che, con me, niente è un problema.

Il mio lavoro è aiutare gli sposi a pianificare il banchetto nuziale. Supporto la coppia nella creazione del loro menù. Non esistono proposte preconfezionate, ma tutto viene personalizzato.

Molti operatori di catering parlano di menu “su misura” ma raramente il progetto lo è davvero.

Per me, l’unico, autentico, significato del catering su misura è prendere un foglio bianco, fare le domande giuste, entrare in sintonia con chi si ha davanti e tradurre a parole quello che gli sposi sono e quello che loro desiderano. Solo così, riesco a disegnare un progetto unico.

Quando lavoro, penso al pranzo di nozze o alla cena sulla base dei gusti e delle indicazioni degli sposi. Chiedere un catering per matrimoni, con me, vuol dire avere una grande libertà di scelta dei piatti e, al tempo stesso, un’altissima qualità nel menu di nozze.

Per scelta, in “Max and Kitchen” la soddisfazione mia e di tutta la squadra non è vedere il calendario riempirsi di matrimoni, perché la quantità non potrà mai andare di passo con la qualità.

Noi preferiamo curare il minimo dettaglio, studiare l’accostamento dei colori, la texture dei materiali, provare e riprovare l’impiattamento di ogni singolo finger food perché solo così si fa la differenza, solo così possiamo distinguerci dagli altri e solo così possiamo parlare di sartorialità del servizio.

Io credo fortemente che essere bravi e meritevoli di successo non dipenda da quanti matrimoni si riescono a fare in un anno. Personalmente, valuto il risultato del mio lavoro in un altro modo, dall’intensità dell’abbraccio che ricevo dagli sposi, a ricevimento concluso, prima di spegnere l’ultima luce e chiudere la porta.

The Best News Daily

We don't send spam